blakie's hideout
June 6, 2011
Non sono un fan dell’istituto referendario, salvo alcune eccezioni. Per due ragioni. La prima è la vecchia e nota questione della democrazia rappresentativa, che continua a piacermi molto più della democrazia diretta, con tutte le sue distorsioni populiste. Esprimere un voto consapevole su almeno tre dei quattro quesiti referendari, quelli sull’acqua e sul nucleare, richiede conoscenze precise e approfondite. Non sono cose che ci si può far spiegare dai comici. Non ci si può far convincere dai bannerini su Facebook, né dagli slogan e dalla propaganda. Per votare bene bisogna avere quelle conoscenze o bisogna avere voglia di farsele, con umiltà e disponibilità a cambiare idea.